L’amministratore di sostegno non è una figura professionale spendibile nel mercato del lavoro!

Troppo spesso ci troviamo a dover rilevare la poca (se non addirittura mancante) trasparenza delle informazioni fornite alla collettività in ordine ai corsi per “Amministratore di sostegno”.

In un momento di grave crisi economica, come quella che stiamo vivendo, non può che far male scoprire come alcuni istituti di formazione pubblicizzino l’istituto dell’amministratore di sostegno come una possibilità di “lavorare nel sociale” e di “affermarsi come professionista” illudendo (direi pure convincendo falsamente) gli utenti che, appunto, l’amministratore di sostegno, alla cui formazione i corsi in parola sono diretti, rappresenti una figura professionale con diverse opportunità di inserimento lavorativo.

È doveroso ricordare come l’amministratore di sostegno sia un istituto a protezione degli incapaci avente il fine di assicurare uno strumento di assistenza al soggetto affetto da limitazioni più o meno gravi della propria autonomi: solo il giudice tutelare nomina con decreto motivato l’amministratore di sostegno, il tutto nell’esclusivo interesse del beneficiario e preferendo, salvo casi particolari, un componente della famiglia.
Tale figura non rappresenta, e non potrà mai rappresentare, una specifica figura professionale conseguibile al termine di un apposito percorso formativo.
Preme evidenziare, inoltre, che per l’attività svolta, l’amministratore non percepisce alcun compenso, ma, eventualmente, un indennizzo deciso dal Giudice, caso per caso, quale mero ristoro dei sacrifici, anche economici, sopportati nell’espletamento dell’incarico.

corsi amministratore di sostegno

Sul tema è intervenuta anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, nella seduta del 22.12.2009, ha sanzionato un istituto che forniva una erronea rappresentazione delle possibilità che i suoi corsi volti ad ottenere il titolo di amministratore di sostegno offrivano a coloro che decidevano di frequentarli.
L’Autorità, nell’evidenziare come l’amministratore di sostegno non rappresenti una specifica figura professionale nè una qualifica conseguibile al termine di un apposito percorso formativo, ha qualificato come pratica commerciale scorretta in quanto ingannevole “presentare l’amministratore di sostegno come una specifica figura professionale retribuibile e, quindi, spendibile, sul mercato del lavoro. Difatti, non può in alcun modo assimilarsi l’istituto dell’Amministratore di sostegno ad una professione con relativa retribuzione e ciò alla luce della ratio stessa dell’istituto e del dettato delle disposizioni istitutive di tale figura. Del resto la norma è chiara nell’escludere espressamente che possano ricoprire funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici e privati che abbiano in cura o in carico il beneficiario.”

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